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Carta del docente 2026/27: chi la riceve e come usarla

La Telematica Online

La Carta del docente è il bonus annuale che lo Stato riconosce agli insegnanti per la formazione e l'aggiornamento professionale. Dal 2025/26 le regole sono cambiate parecchio: la platea si è allargata ai supplenti con contratto annuale e fino al 30 giugno, l'importo è sceso e sono arrivati nuovi limiti per l'acquisto di hardware e software.

In questa guida trovi cosa è certo oggi, cosa non è ancora stato deciso per il 2026/27 e come usare la Carta in modo intelligente per corsi e certificazioni.

Chi riceve la Carta del docente

Il riferimento è il decreto n. 59 del 31 marzo 2026, firmato dal Ministro dell'Istruzione e del Merito di concerto con il Ministro dell'Economia e delle Finanze, che ha fissato criteri e importo per il 2025/26. Nelle istituzioni scolastiche statali di ogni ordine e grado, a tempo pieno o parziale, la Carta spetta:

  • ai docenti di ruolo, compresi quelli in anno di formazione e prova, i docenti inidonei per motivi di salute, quelli in comando, distacco o fuori ruolo, i docenti delle scuole italiane all'estero e delle scuole militari;
  • ai docenti con supplenza annuale su posto vacante e disponibile, cioè con contratto al 31 agosto;
  • ai docenti con supplenza fino al termine delle attività didattiche, cioè con contratto al 30 giugno;
  • al personale educativo.

Queste categorie oggi sono scritte direttamente nella legge 107 del 2015 (articolo 1, comma 121), quindi restano le stesse anche per il 2026/27. Sono invece escluse le supplenze brevi e saltuarie, che la norma non prevede. Su questo punto ci sono ricorsi in corso, ma ad oggi la regola è questa.

Quanto vale: 383 euro nel 2025/26, il 2026/27 è ancora da fissare

Per l'anno scolastico 2025/26 la Carta vale 383 euro, contro i 500 euro degli anni precedenti. Il motivo è semplice: la platea è cresciuta con l'ingresso dei supplenti e del personale educativo, e le risorse vengono divise tra più persone. La somma non è reddito imponibile né retribuzione accessoria.

Per il 2026/27 l'importo non è ancora stato stabilito. La legge prevede che ogni anno un decreto del Ministero dell'Istruzione e del Merito, di concerto con il Ministero dell'Economia, fissi l'importo in base al numero dei beneficiari e alle risorse disponibili, entro il 30 gennaio, con un tetto di 500 euro annui. Come termine di paragone, il decreto per il 2025/26 porta la data del 31 marzo 2026.

Ad oggi l'annualità 2026/27 non è stata accreditata. Circolano ipotesi diverse, tra cui un ritorno a 500 euro, ma nessuna cifra è ufficiale: diffida di chi ti dà già per certo un importo.

I residui: cosa succede ai soldi non spesi

Se non hai speso tutto il bonus 2025/26, non lo hai perso. Il decreto 59/2026 stabilisce che le somme non spese entro la fine dell'anno scolastico 2025/26 sono utilizzabili anche nel 2026/27, quindi fino al 31 agosto 2027.

Dopo la chiusura tecnica di fine agosto, la piattaforma ha riaperto dal 15 settembre 2026 per permettere di spendere i residui 2025/26 e gli importi riconosciuti con sentenza. Quando arriverà la nuova annualità, il residuo si aggiungerà al nuovo importo nel tuo portafoglio.

Attenzione però: dal momento in cui cessi dal servizio, ad esempio per pensionamento, le somme sulla Carta non sono più utilizzabili, salvo quelle riconosciute con sentenza.

Cosa puoi comprare con la Carta

L'elenco ufficiale, all'articolo 3 del decreto 59/2026, comprende:

  • libri e testi, anche in formato digitale;
  • pubblicazioni e riviste utili all'aggiornamento professionale;
  • corsi di aggiornamento e di qualificazione delle competenze professionali svolti da enti accreditati presso il Ministero dell'Istruzione e del Merito;
  • corsi di laurea, laurea magistrale, specialistica o a ciclo unico, corsi post lauream e master universitari, purché inerenti al profilo professionale;
  • biglietti per teatro e cinema;
  • prodotti dell'editoria audiovisiva;
  • ingressi a musei, mostre, eventi culturali e spettacoli dal vivo;
  • strumenti musicali;
  • servizi di trasporto di persone;
  • iniziative coerenti con il piano triennale dell'offerta formativa della scuola e con il Piano nazionale di formazione.

Il limite su hardware e software

Dal 2025/26 hardware e software (pc, tablet, programmi) si possono acquistare solo alla prima erogazione della Carta e poi ogni quattro anni. Per chi aveva già ricevuto la Carta negli anni precedenti, la piattaforma ricorda che il 2025/26 è stata l'ultima finestra utile prima del vincolo quadriennale.

Tradotto: se hai ricevuto la Carta nel 2025/26, quella era la tua finestra per l'hardware. Non contare sul residuo per comprare un computer nel 2026/27.

Come funzionano i buoni sulla piattaforma

Tutto passa dalla piattaforma ufficiale cartadeldocente.istruzione.it. I passaggi sono questi:

  1. Accedi con la tua identità digitale: SPID, CIE o CNS.
  2. Scegli "Crea buono", indica se acquisti online o di persona e seleziona la categoria del bene o servizio.
  3. Inserisci l'importo corrispondente al prezzo di quello che compri. Puoi creare uno o più buoni, fino a esaurimento del credito.
  4. Il buono viene generato con QR code, codice a barre e codice alfanumerico: lo salvi o lo stampi e lo presenti all'esercente o all'ente, online o di persona.
  5. L'esercente o l'ente, registrato sulla piattaforma, valida il buono, cioè accetta il codice: da quel momento la spesa è fatta.

Un avviso pubblicato sulla piattaforma ricorda che il buono va generato nella categoria che corrisponde davvero a ciò che acquisti. Non sono ammessi buoni di categorie diverse né "pacchetti" o combinazioni costruite per far passare acquisti non coerenti con la categoria scelta.

Prima di pagare un corso o una certificazione: verifica l'ente

Prima di pianificare un corso, un master o una certificazione contando sulla Carta, controlla due cose:

  • che la spesa rientri tra quelle ammesse: per la formazione servono corsi di enti accreditati presso il Ministero, oppure corsi universitari e master inerenti al tuo profilo professionale;
  • che l'ente specifico sia registrato sulla piattaforma. Nella sezione dedicata a dove spendere i buoni trovi l'elenco di strutture, esercenti ed enti di formazione, fisici e online, e puoi cercarli per nome.

Non basta che un titolo sia utile per il punteggio o che l'ente sia conosciuto: se chi incassa non ha aderito alla piattaforma, il buono non si può usare. Vale anche per le certificazioni: chiedi sempre all'ente che vende il corso o rilascia la certificazione se accetta la Carta del docente e in quale categoria va generato il buono.

Se stai ancora scegliendo cosa fare, parti dalle nostre guide sulle certificazioni informatiche per le GPS e sui livelli B2, C1 e C2 delle certificazioni linguistiche.

Infine, fai i conti con i tempi: finché l'annualità 2026/27 non viene accreditata, puoi contare solo sull'eventuale residuo 2025/26.

Domande frequenti

Sono supplente fino al 30 giugno: ho diritto alla Carta?

Sì. Dal 2025/26 la Carta spetta anche ai supplenti con contratto fino al termine delle attività didattiche, oltre che a quelli con supplenza annuale al 31 agosto. Restano esclusi i supplenti brevi e saltuari.

Quanto vale la Carta del docente 2026/27?

Non è ancora stato deciso. Per il 2025/26 vale 383 euro; per il 2026/27 serve un nuovo decreto, che la legge colloca entro il 30 gennaio, con un tetto di 500 euro. Fino ad allora ogni cifra è solo un'ipotesi.

Entro quando devo spendere il residuo 2025/26?

Le somme 2025/26 non spese sono utilizzabili anche nell'anno scolastico 2026/27, quindi fino al 31 agosto 2027.

Posso pagare una certificazione o un master con la Carta?

Dipende dall'ente e dal tipo di spesa. Master universitari e corsi di enti accreditati sono tra le spese ammesse, ma l'ente deve essere registrato sulla piattaforma. Verificalo prima di iscriverti.

Come può aiutarti La Telematica Online

Se vuoi usare la Carta per formarti e, nello stesso tempo, far crescere il tuo punteggio, possiamo aiutarti a scegliere il percorso giusto. Ti orientiamo tra certificazioni informatiche e linguistiche, master e corsi di formazione, valutando quali titoli contano davvero per il tuo punteggio GPS.

Se vuoi sapere se un percorso che ti interessa si può pagare con la Carta del docente, chiedicelo prima di iscriverti e verifica in ogni caso che l'ente specifico risulti aderente sulla piattaforma ufficiale.


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